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Ciao a tutti,
questo non è un appuntamento prettamente dell’oratorio ma credo che possa essere una bella occasione di riflessione e di svago per tutti.
Insieme a Caritas Acli e Cisl abbiamo organizzato degli APERITIVI SOSTENIBILI al Leocafè (Circolo Acli presso la StazioneLeopolda).
Si tratta di aperitivi a tema che ci aiuteranno a riflettere su alcuni aspetti legati a i nostri consumi e a come ognuno di noi può contribuire a rispettare l’ambiente e le altre persone.
Il primo sarà:
Martedi 24 giugno dalle 19 al Leocafè – SERATA ACQUA
Con solo 3 euro potete magiare e bere a volontà!!!
(Tutti a parte il Rocchi che paga proporzionalmente a quanto mangia perchè sennò ci fa fallire… SCHERZO!!!
)
Vi aspetto!
Paolo
E’ bello trascorre il nostro tempo libero in
allegria ma non dimentichiamoci mai è proprio
nel tempo libero che possiamo leggere la
nostra vita e confrontarla con il Signore e
chiedere a Lui di essere il Signore del
“nostro tempo” anche di quello libero.
Nella preghiera e nei sacramenti cerca Dio e
Lui farà della tua estate il luogo di incontro
con te stesso, con i fratelli e col il Signore
Gesù.
Buona Estate.
fra Giovanni Martini
Stasera ci troviamo alle 19 al Pensionato Toniolo (via San zeno, vicino Piazza Santa Caterina) per una partitella di riscaldamento tra grandi e piccini (o meglio per riscaldare i piccini..
)
Domenica ore 20:45 tutti al Circolo per ITALIA – SPAGNA !!!
Ciao Ciao
Paolo
Fernando di Buglione nasce a Lisbona. A 15 anni è novizio nel monastero di San Vincenzo, tra gli agostiniani. Nel 1219, a 24 anni, viene ordinato prete. Nel 1220 giungono a Coimbra i corpi di cinque frati francescani decapitati in Marocco, dove si erano recati a predicare per ordine di Francesco d’Assisi. Ottenuto il permesso dal provinciale francescano di Spagna e dal priore agostiniano, Fernando entra nel romitorio dei Minori mutando il nome in Antonio. Invitato al Capitolo generale di Assisi, arriva con altri francescani a Santa Maria degli Angeli dove ha modo di ascoltare Francesco, ma non di conoscerlo personalmente. Per circa un anno e mezzo vive nell’eremo di Montepaolo. Su mandato dello stesso Francesco, inizierà poi a predicare in Romagna e poi nell’Italia settentrionale e in Francia. Nel 1227 diventa provinciale dell’Italia settentrionale proseguendo nell’opera di predicazione. Il 13 giugno 1231 si trova a Camposampiero e, sentondosi male, chiede di rientrare a Padova, dove vuole morire: spirerà nel convento dell’Arcella.
PANE DI S. ANTONIO
La devozione Antoniana più diffusa è quella del Pane dei Poveri, utile nelle parrocchie per fare alleviare dal ricco la miseria del povero. Tale devozione ebbe origine dalla prodigiosa resurrezione di un bimbo,avvenuta a Padova. Tommasino aveva dieci anni ed era figlio di buoni genitori che abitavano vicino alla Chiesa del Santo. Un giorno, giocando vicino ad un recipiente d’acqua vi cadde dentro e morì. La madre trovò il piccino senza vita e chiamò aiuto; corsero i vicini ed alcuni frati del convento. Non c’era nulla da fare,Tommasino era morto.La madre non si rassegnò, si affidò alla fede confidando nei meriti di Sant’Antonio. Fece voto a Lui di distribuire ai poveri tanto grano, quanto era il peso del bambino, se questi fosse ritornato in vita. Passarono alcune ore con la donna in preghiera finchè il bimbo emise un grido. Era ritornato in vita! La promessa fu mantenuta e la devozione a Sant’Antonio, mediante la carità ai poveri incominciò a propagarsi sotto il nome di “Peso del bambino”. Nel 1887 fu introdotta la statua del Santo esposta in pubblico assieme a due urne in una delle quali i devoti gettavano le suppliche scritte e nell’altra il denaro promesso, allorchè la grazia era fatta. La cassettina di Sant’Antonio è divenuta oggi una scuola di carità per tutti,perchè tutti, anche i più poveri vi gettano qualche soldino, quel tanto che basta per fare felice un povero e sollevare il nostro spirito davanti al Signore.Sant’Antonio oggi chiede sempre più aiuto per i poveri, concedendo grazie a tanti benefattori che fanno l’elemosina con il cuore sincero ed aperto all’amore. Per tanti secoli questa usanza si è ripetuta e sarebbe bello ancor oggi vedere comparire questa figura di Sant’Antonio nei negozi del mondo con l’invito a fare la carità in ogni momento della giornata, specie quando spendiamo per noi e per i nostri cari. (Storie tratte dal libro Sant’Antonio di Alfonso Salvini)
Ecco le foto della nostra bellissima esperienza di La Verna ci sono le mie e anche quelle di Elisa una ragazza pisana che studia a Firenze.
Per visualizzarle a bassa risoluzione
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Per scaricarle alla massima risoluzione clicca qui
Ecco il link dei nostri amici di Tirrenia
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Berlino, 1932
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare
B. Brecht



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